Bilinguismo: i 9 vantaggi di conoscere più lingue


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Imparare una seconda lingua fino ad un livello avanzato ed utilizzarla allo stesso livello della propria lingua madre richiede senza dubbio un grande impegno. Alcuni hanno la fortuna di nascere in un contesto familiare o geografico bilingue (o addirittura multilingue), ma tutti abbiamo la possibilità di imparare una lingua nuova fino a padroneggiarla interamente.

 

 

La definizione ed i vari tipi di Bilinguismo.

Quando si cresce esposti a due lingue in modo da capire e parlare tutt'e due, si tratta di un caso di bilinguismo infantile o bilinguismo precoce. Un vantaggio di questo è la completa padronanza dei sistemi fonetici in tutt'e due le lingue, ovvero di poterle parlare entrambe senza "accento", con la pronuncia naturale di un madrelingua.

L'acquisizione delle due lingue contemporaneamente sin dalla nascita si chiama bilinguismo simultaneo. Nel linguaggio scientifico del settore linguistico, si fa riferimento a questo come compound bilingualism[1] quando il piccolo impara tutt'e due le lingue a casa, ovvero quando un individuo "acquisisce una nozione con due espressioni verbali [in due linguaggi]."

Un altro tipo di bilinguismo si chiama coordinate bilingualism, ovvero quando un individuo acquisisce le due lingue in contesti diversi, per esempio, l'italiano a casa e l'inglese a scuola, quindi i termini e le strutture delle due lingue appartengono a sistemi distinti ed indipendenti.

Non per forza bisogna essere esposti a più lingue fin dalla nascita o l'infanzia per diventare bilingue: anche adulti che imparano una seconda lingua iniziando dopo il c.d. "periodo critico" di circa 13 anni hanno la capacità di padroneggiarla. In questo caso si chiama sub-coordinate bilingualism e normalmente il linguaggio "nativo" tende a "dominare" nei sistemi cognitivi. Proprio a causa di questo, c'è il caveat della pronuncia: è decisamente più difficile adottare il sistema fonetico della seconda lingua una volta che quello della prima lingua è già acquisito. Ed è per questo che tanti adulti hanno un "accento straniero", ma non è necessariamente un aspetto negativo. Anzi, fa parte proprio dell'identità di chi parla, basta che il suo linguaggio sia comprensibile per gli interlocutori con cui si interfaccia. (Hai mai sentito l'accento americano di Hillary quando parla l'italiano?)

In ogni caso, quando si studia una lingua straniera da grandi, si ha bisogno di grande motivazione per raggiungere un qualsiasi obiettivo.

Dunque, quali sono in vantaggi di essere bilingue o poliglotta?

 

1. Impulso alla carriera

Parlare correttamente più di una lingua ti porterà vantaggi immediati a livello lavorativo. Innanzitutto, durante il processo di reclutamento, potresti avere una marcia in più rispetto agli altri candidati o rispondere a tutte quelle posizioni che richiedono delle abilità multilinguistiche. Con tutto il resto alla pari, di sicuro il CV di un bilingue è più attraente di uno monolingue, per tutti i motivi che seguono. 

In secondo luogo, una volta assunto, la tua abilità linguistica potrebbe portarti a gestire gli incontri con clienti internazionali o l’espansione nei mercati esteri. La conseguenza potrebbe essere un aumento di stipendio e le possibilità di avanzamento di carriera.

 

2. Apertura mentale

L'autore e giornalista inglese Geoffrey Willans disse, “Non puoi mai capire una lingua sino a quando non ne capisci almeno due”. Non è solo una questione di intuito, apprezziamo infatti di più la nostra prima lingua quando ne studiamo un’altra, e iniziamo a renderci conto di elementi che prima davamo per scontato.

E non solo a livello coscio: alcuni studi che utilizzano metodologie diverse hanno scoperto che il cervello dei bilingue in genere attiva entrambe le lingue durante la comunicazione, anche quando una sola lingua è rilevante.[2]

Inoltre, nell’intelligenza umana, imparare qualcosa o migliorare una funzione mentale può avere un impatto positivo su un’altra. Addirittura si chiama “transfer learning” e lo stesso principio si applica non solo agli esseri umani che parlano più lingue ma anche al machine learning nell’ambito linguistico![3]

 

3. Più consapevolezza culturale

bilinguismo vantaggi e svantaggi

Parlare più lingue significa poter viaggiare e, soprattutto, “saper viaggiare”.

Padroneggiare l’idioma del luogo e/o una lingua comune implica l’abilità di superare le barriere e le differenze culturali e di assaporare una cultura nel suo aspetto più autentico.  Immagina solo di poter andare ai ristoranti autentici, non turistici, e ordinare dal menù in lingua originale.

Che tu sia un turista o in viaggio d’affari, sarai capace di capire i costumi del luogo e le sfumature, con il conseguente vantaggio di essere ben accolto ed apprezzato.

 

4. Aumenta la tua capacità cognitiva

Le persone bilingue tendono a sviluppare un maggiore controllo cognitivo. Se ci pensiamo, passare da una lingua all’altra (il c.d. codeswitching) implica un costante esercizio mentale, una maggiore attività celebrale data dalla maggiore complessità della gestione di due sistemi linguistici e dei loro conflitti da risolvere.[4] La stessa funzionalità è applicabile anche in altri processi mentali, per esempio passare da un'attività ad un'altra.

Immaginiamo la nostra mente come una rete di connessioni che aumentano vertiginosamente quando pensiamo o ragioniamo in due lingue diverse. La conseguenza immediata e comprovata è l’aumento dell’efficienza delle funzioni esecutive del cervello come il problem solving e la pianificazione degli obiettivi e la capacità analitica.[5] In altre parole, sarai più veloce ed efficiente nell’analizzare i problemi e nel prendere le decisioni. 

 

5. Ti aiuta a prendere decisioni

Prendere una decisione non è mai un compito semplice: devi considerare fattori ambientali e ipotetici e considerare rischi e vantaggi, ma anche non essere troppo influenzato dalle emozioni.

A proposito,  il bias cognitivo è la tendenza sistematica di ragionare o prendere decisioni che deviano dalla razionalità del giudizio. Come Daniel Kahneman spiega nel suo libro “Pensieri Lenti e Veloci”, le persone tendono a favorire i guadagni ed evitare i rischi, anche con tutto il resto uguale.[6]

Il classico esempio è quello della malattia asiatica di Tversky e Kahneman: se le vite di 600 persone sono a rischio, nel Programma A se ne possono salvare 200 di sicuro, e nel Programma B, c’è 1/3 di probabilità di salvare tutti e 2/3 di probabilità di non salvare nessuno. Anche se sono identici numericamente, il 72% delle persone preferisce il Programma A (esempio di evitare il rischio, preferendo la sicurezza nell’ottica di guadagni). Poi nel Programma C, 400 persone muoiono e nel Programma D, c’è 1/3 di probabilità che nessuno muoia e 2/3 di probabilità che muoiano tutti; fra questi due 78% delle persone sceglie D (esempio di evitare perdite sicure, preferendo il rischio nell’ottica di perdite). Pazzesco, no?!

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In una ricerca scientifica[7] del 2012, il Dott. Keysar ed i suoi colleghi hanno svolto un test simile su 121 studenti americani bilingue, e i risultati rilevano che erano molto meno affetti dai bias cognitivi quando hanno svolto il task nella lingua straniera rispetto all'inglese. Cioè, mentre le persone erano avverse al rischio per i guadagni e favorevoli al rischio per le perdite quando le scelte venivano presentate nella loro lingua madre, non erano influenzate da questa manipolazione dell'inquadramento in una lingua straniera.

Perché questo risultato incredibile? Quando si svolge un task qualsiasi, ma soprattutto uno impegnativo mentalmente, siamo meno affetti dalle emozioni (e quindi pregiudizi cognitivi) quando ragioniamo in una lingua straniera.

 

6. Aumenta la concentrazione

Quando ci dobbiamo concentrare, il cervello deve gestire varie fonti e tipi di informazioni e prestare attenzione solo alle informazioni rilevanti per il compito attuale, evitando distrazioni. Per esempio, se stiamo scrivendo, dobbiamo ignorare il rumore di sottofondo o di un parente o collega che sgrida qualcuno. Per fare questo, ci vuole un sistema di attenzione selettiva ben definita nel cervello.

Uno studio recente nell’UK ha utilizzato una serie di test con stimoli visivi con partecipanti monolingue inglese e bilingue con cinese. Incredibilmente, hanno trovato che le persone bilingue riescono a sostenere l’attenzione meglio rispetto a quelle monolingue, e risultano essere meno distratte da elementi non rilevanti. Come disse l’autore Krott, “Insieme ad altre prove, la nostra ricerca suggerisce che il compito durante un’intera vita di passare da una lingua all'altra sembra migliorare la capacità di mantenere l'attenzione".

 

7. Rallenta l'invecchiamento

Non è solo un aneddoto: c’è evidenza scientifica che Il bilinguismo fornisce un mezzo per respingere un declino naturale della funzione cognitiva e mantenere quella che viene chiamata "riserva cognitiva".[8] Tale riserva si riferisce all’uso efficiente delle reti cerebrali per migliorare la funzione cerebrale durante l'invecchiamento.

L'esperienza bilingue può contribuire a tale riserva cognitiva mantenendo i meccanismi cognitivi acuti e aiutando a reclutare reti cerebrali alternative per compensare quelle che vengono danneggiate durante l'invecchiamento. Le persone bilingue anziane godono di una superiore memoria e controllo esecutivo[9] rispetto alle persone monolingue anziane, il che può portare a benefici per la salute nel mondo reale.

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Nello specifico, analizzando circa 200 pazienti colpiti da Alzheimer, la neuroscienziata canadese Ellen Bialystok ha scoperto che le persone che parlano due lingue affrontano meglio la malattia, ovvero mostrano sintomi all’età media di 77,7 anni, circa 5 anni dopo i loro pari monolingue che mostrano sintomi alla media di 72,6 anni. Inoltre, ha replicato lo studio con altri 200 pazienti e ha trovato che agli individui bilingue viene diagnosticato l'Alzheimer all’età media di 80,8 anni, circa 4 anni dopo i pazienti monolingue (medio di 76.5 anni). [10]

Com’è possibile? Non è che il cervello si mantiene più attivo. Anzi, le persone bilingue avevano più segni fisici dell'Alzheimer rispetto alle loro controparti monolingue, ma si comportavano alla pari, anche se il loro grado di atrofia cerebrale suggeriva che i loro sintomi avrebbero dovuto essere molto peggiori. In questo senso, il bilinguismo può aiutare il cervello a funzionare in modo più efficiente, grazie alla riserva cognitiva.

 

8. Più facile imparare una terza lingua

Per chi è bilingue, o dall’infanzia o da grande, è decisamente più facile imparare una terza lingua rispetto a chi è fluente solo nella sua propria lingua madre.

È stato anche dimostrato in uno studio scientifico in Israele[11]: 40 immigrati ebrei russi bilingue in ebraico e russo sono stati testati contro 40 studenti che potevano parlare solo una lingua - in questo studio, l'ebraico. Nessuno dei due gruppi aveva mai studiato inglese.

Lo studio ha fatto seguire lezioni di inglese a entrambi i gruppi per circa tre semestri, per scoprire che il gruppo bilingue ha ottenuto punteggi più alti del 13% in lingua inglese rispetto al gruppo che parlava solo una lingua.

Cosa vuole dire per te? Se sei italiano e già conosci l’inglese, è opportuno apprendere anche una terza lingua: al momento, le più popolari sono francese, tedesco, spagnolo, cinese, arabo e russo per avere più opportunità lavorative.

 

9. Sembri più sexy

Ci sono due motivi per cui le persone bilingue ci appaiono più attraenti.

Il primo è legato alle funzioni cognitive potenziate sopra: chi parla più lingue sembra più intelligente e quindi più attraente.

Il secondo è più sottile: è il fascino del diverso da se stessi, il fascino dell’esotico. Non è una coincidenza che gli accenti stranieri abbiano un certo “sex appeal” – addirittura c'è un grande dibattito su quale accento straniero sia il più sexy! The Knowledge Academy ha fatto uno studio sondando 2.500 uomini e donne single e ha rilevato la seguente classifica[12]:

Secondo gli uomini: 1. Spagnolo; 2. Portoghese; 3. Australiano; 4. Francese; 5. Americano  

Secondo le donne: 1. Scozzese; 2. Irlandese; 3. Italiano; 4. Francese; 5. Spagnolo

 

Il bilingue vincente

La nostra intuition non ci ha ingannato: ci sono vari vantaggi nell'essere bilingue. Dall’avere più opportunità lavorative e di viaggio all’essere più intelligente e sexy all’evitare gli effetti cerebrali dell’invecchiamento.

Rimane solo una domanda: quale lingua studiare?

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[2] Shook, A., & Marian, V. (2012). Bimodal bilinguals co-activate both languages during spoken comprehension. Cognition, 124(3), 314–324. https://doi.org/10.1016/j.cognition.2012.05.014

[4] Bialystok, E., Craik, F. I. M., Green, D. W., & Gollan, T. H. (2009). Bilingual Minds. Psychological Science in the Public Interest, 10(3), 89–129. https://doi.org/10.1177/1529100610387084

[5] Luk, G., Anderson, J. A. E., Craik, F. I. M., Grady, C., & Bialystok, E. (2010). Distinct neural correlates for two types of inhibition in bilinguals: Response inhibition versus interference suppression. Brain and Cognition, 74(3), 347–357. https://doi.org/10.1016/j.bandc.2010.09.004

[6] Kahneman, D. (2020). Pensieri lenti e veloci. Oscar Saggi.

[7] Keysar, B., Hayakawa, S. L., & An, S. G. (2012). The Foreign-Language Effect. Psychological Science, 23(6), 661–668. https://doi.org/10.1177/0956797611432178

[8] Bialystok, E., Craik, F. I., & Luk, G. (2012). Bilingualism: Consequences for mind and brain. Trends in Cognitive Sciences, 16(4), 240–250.

[9] Schroeder, S. R., & Marian, V. (2012). A bilingual advantage for episodic memory in older adults. Journal of Cognitive Psychology, 24(5), 591–601.

 

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